Comunicazione di servizio: ristrutturazione blog!




Hola!

Sto -mooolto lentamente- ristrutturando un po' il blog, sentivo l'esigenza di fare spazio virtuale e organizzarlo meglio, soprattutto ora che sono più presente (disse colei che è reduce da una latitanza di mesi).

Ciao sono Giuseppe, ho curato io la parte fotografica di questo post...

Le più attente avranno già notato che ho già messo mano all'aspetto grafico, cambiando il template, in seconda battuta ho pensato di riorganizzare i tag, o detta all'italiana, le chiavi di ricerca.
La lista degli argomenti trattati stava diventando chilometrica, e oltre a risultare decisamente disordinata, era diventata di difficile consultazione, per cui ho pensato di strutturare le parole chiave in modo più organizzato.
Ho quindi deciso di ridurre drasticamente il numero dei tag -o parole chiave che dir si voglia- e lasciarne una ristretta cerchia ridotta all'osso, che permetterà a voi lettrici di trovare facilmente quello che vi interessa.
Insomma, anche con i tag, "less is more".


Ecco a voi le istruzioni per l'uso:

maglia
uncinetto
siamo nel buono, si parla di maglia, questi tag servono a identificare velocemente la tecnica argomento del post in questione;

free
indica materiale gratuito;

corsi ws ed eventi
indica i corsi, i ws, eventi vari, sia fisici (corsi, seminari e laboratori) che virtuali (come ad esempio i kal), insomma, tutto ciò a cui potenzialmente voi potete partecipare;

blablabla
tutti quei post dove chiacchiero sempre di cose che appartengono al mondo della maglia, ma che non sono argomenti strettamente legati alla maglia in senso di esecuzione, come la tecnica, ad esempio;

#nonsoloknitter
è un tag a cui sono parecchio affezionata, quello che non è maglia, qua dentro. rientrano i post in cui parlo di tutto ciò che non è maglia;

ispirazioni
in generale "cose fatte da altri".
quando parlo si di maglia, ma altrui -se trovate questo tag insieme a maglia, se trovate questo tag da solo tratterà di altri argomenti;

Ho pensato di inserire foto ispiranti per tutte voi knitter-umane...
tutorial
traduzioni
recensioni
interviste
ve le devo anche spiegare?

cm198
un tag speciale per un progetto speciale con amiche speciali;

natascia sartini
tutto quello che faccio io;

errata
quando devo segnalare qualche pasticcio pasticciato;

pillole di saggezza e #viveredimaglia 
sono dei tag un po' monchi, nel senso che le mie intenzioni originali erano quelle di scrivere una serie di post a tema, le conservo ugualmente perché prima o poi mi piacerebbe proseguire la serie;

Per cercare i post sui vari argomenti sulla vostra destra troverete tutte le parole chiave in una specie di nuvoletta, cliccate su quella che vi interessa e come per magia apparirà l'elenco dei post che hanno trattato l'argomento.

Et voilà, ora siete pronte per cercare velocemente tutto ciò che volete leggere, mi raccomando, fatene buon uso, cioè venitemi a trovare spesso.


Perché se non lo sapete anche
 i gatti fanno la maglia,
anche io aiuto!! Visto?

Tutti i benefici della maglia #1 -l'intervista alla Dott.ssa Stefania Panero.




Bentornate e, per chi si ritrovasse per la prima volta a passare da queste parti, benvenute.
Oggi, per la prima volta -ma non per ultima- ospito una bella intervista.

Premessa: da tempo volevo scrivere su questo argomento; durante la ricerca di materiale che mi permettesse di approfondire la tematica, mi sono imbattuta nel sito della Dott. Stefania Panero, psicologa, che ha trattato in un suo scritto intitolato "Quale interazione tra il lavoro a maglia e il benessere psicologico?" proprio gli argomenti che mi interessavano; le ho chiesto di rilasciarmi un'intervista ed eccoci qua.
Mentre leggevo e scrivevo molte sono le riflessioni che ho fatto, e per evitare che questo post diventi chilometrico, le lascerò per un'altra uscita (presumibilmente la settimana ventura o quella dopo, il pezzo è già pronto), oggi vi riporto l'intervista nuda e cruda: ecco a voi la mia intervista alla Dottoressa Stefania Panero, psicologa uncinettante.

Dottoressa Stefania, ci vuole raccontare qualcosa su di lei?
Ho 34 anni, convivo, ho un bimbo di 23 mesi. 
Lavoro nelle scuole elementari e medie con bambini speciali, collaboro con un Ente Autorizzato per le Adozioni Internazionali, conduco incontri di gruppo per genitori e per neo mamme, svolgo la libera professione come psicoterapeuta.
Nel tempo libero amo leggere e da pochi anni ho riscoperto l'uncinetto e il punto croce.

Leggo dal suo documento:
"Sulla base della mia esperienza personale e del benessere che ottengo quando lavoro all’uncinetto e la soddisfazione che ne traggo nel momento in cui vedo la mia “opera” finita e, perché no, indossata da qualcuno, mi sono chiesta quali effetti provoca a livello fisiologico e mentale questa attività per riuscire a distrarmi dalle mie ansie e dalle mie rimuginazioni."
Quando e come si è resa conto del forse potere rilassante di questo genere di attività? Quando ha cominciato a lavorare? Partito dei ferri, uncinetto oppure entrambi?
"Sono cresciuta tra una mamma appassionata di filè e una sorella maggiore di 10 anni che amava i ferri e il punto croce.
Da ragazzina, 16-17 anni, ho imparato il punto croce, che mi riesce bene e mi soddisfa molto, e con l'uncinetto creavo portacellulari e borsette; con i ferri invece non ho mai avuto un buon rapporto.
Con l'inizio dell'università ho perso la voglia e il tempo, ma all'improvviso è ritornata la passione circa 4 anni fa: lavoravo in una casa d'accoglienza per mamme e bambini e una mia collega lasciò un gomitolo con un uncinetto nel nostro ufficio; mi sono chiesta se fossi ancora capace e così ho ricominciato. Ho comprato giornali, fili uncinetti e via!!! 
In quello stesso periodo sono rimasta incinta di mio figlio e il tempo libero è magicamente aumentato e così creavo creavo creavo e da lì mi sono chiesta se vi fosse una correlazione tra lavoro a maglia e benessere psicologico e con mia grande sorpresa ho scoperto che esistevano ricerche e gruppi terapeutici."


...direttamente da uno degli studi da lei citati:
“...il  lavorare  a  maglia  non  è  un’attività  elettiva,  non  ha proprietà  “magiche”  di  rallentamento  del  declino,  può  servire  certo,  come  molte  altre attività, quali la lettura, il dipingere, usare il PC, scrivere, il giardinaggio ecc…"
Spesso nella sua ricerca viene evidenziato che non è solo la maglia ad essere rilassante, ma in generale tutti i lavori manuali.
Come Psicologa pensa che potrebbe esserci una categoria di persone che possono trarre maggior beneficio dalla maglia rispetto ad altre attività manuali? Se si quali?
"Chi si avvicina al lavoro a maglia deve essere consapevole che non bisogna aver fretta, mettere in conto eventuali errori e la possibilità di dover ricominciare tutto da capo.
Le persone con poca autostima potrebbero trarre beneficio nel rendersi conto di essere in grado di costruire qualcosa. Ne possono trarre beneficio sia uomini che donne, di qualunque età, e perché no? anche i bambini."

In uno degli articoli da lei citati (in questo caso un'intervista alla Dr. Umberto Lamberti), possiamo leggere:
"La ripetizione automatica e ritmata del gesto dell'intrecciare i punti, come la ripetizione di  una  parola,  una  frase,  un  suono  o  un'attività  fisica  ripetitiva, esercita  una  risposta  di rilassamento- diminuzione del battito cardiaco, della pressione sanguigna e della tensione muscolare"
Possiamo immaginare la maglia come una vera e propria terapia? Se si, quanta maglia? Tempi, modi di somministrazione e controindicazioni.
"Il lavoro a maglia potrebbe essere immaginato come un coadiuvante di una terapia psicologica o psicoterapeutica, ossia potrebbe essere svolto parallelamente alla terapia.
Il suo forte potere rilassante è paragonabile alle tipiche tecniche di rilassamento che spesso vengono utilizzate in psicoterapia.
Per ottenere un beneficio reale potrebbe essere utile dedicare al lavoro a maglia o all'uncinetto un po' di tempo ogni giorno; almeno mezz'ora così da innescare i meccanismi del rilassamento."

Sempre estratto dal suo scritto:
"Il  tricotage  ha  un  effetto  anti  stress  notevole,  seguire  un  ritmo  in  modo  quasi
automatico è come recitare un mantra o pregare, esercita una risposta di rilassamento sul fisico,  rallentamento  del  battito  cardiaco,  abbassamento pressione arteriosa  e  tensione muscolare."
"Il lavoro a maglia crea gli stessi benefici al cuore, alla mente e al  fisico di un'ora di yoga,  è  un  passatempo  anti  stress  consigliato  a  uomini  e  donne  con  una leggera depressione."
"Lavorare a maglia tiene la mente ancorata alla realtà che invece, soprattuto quando è sotto  stress,  vaga  troppo  tra  ansie  e  paure  del  futuro  o  ai  pensieri  tristi  del  passato."
 "...movimenti  ritmici  ripetitivi  del lavoro  a maglia  sono importanti perché nducono  una forma di meditazione molto simile a quella praticata nella Mindfulness."
 Maglia come una sorta di yoga, da fare da sola\i o anche in compagnia?
"Dipende dalla singola persona, dal suo carattere, dal momento di vita in cui si trova.
A volte è necessario stare soli, in silenzio e lasciarsi trasportare dal tintinnio dei ferri, altre volte si può sentire la necessità di condividere e di sapere che non si è soli.
Per una persona lievemente depressa potrebbe sicuramente essere più utile svolgere questa attività insieme ad altre persone; in questo modo verrà spronato a perseguire nel suo lavoro senza abbandonare alla prima difficoltà."

"L’individuo infatti “progetta” la maglia e non si limita ad eseguire solamente un esercizio di  routine..."
Lei nel suo lavoro nomina anche l'autostima, in che modo la maglia la rafforzerebbe? Qualche trucco da Psicologa per quelle volte in cui il lavoro sui ferri non risulta come lo avevamo pensato o le difficoltà sembrano insormontabili, come fare a non deprimerci e ripartire con entusiasmo?
"L'autostima si rafforza nel momento in cui ognuno di noi si accorge di avere delle capacità, di essere in grado di fare, quando si riesce a portare a termine un lavoro, quando si ha l'approvazione degli altri.
Lavorare a maglia o all'uncinetto permette tutto ciò.
qualche trucco da psicologa? Accettare gli sbagli, le imperfezioni che rendono unica quella creazione.
A volte basta fermarsi, lasciare il lavoro e riprenderlo più tardi, in questo modo la mente si allontana dal problema, si allenta la tensione determinata dalle difficoltà e quando lo si riprenderà è probabile che si riuscirà a vedere la soluzione.
E' importante accettare i propri limiti, perchè è solo accentandoli e riconoscendoli che si possono superare.
Iniziamo quindi da lavori adeguati alle nostre capacità, mettendoci nell'ottica che ci saranno buone probabilità che il lavoro non sarà come quello raffigurato nella rivista di moda!
Ripartare con entusiasmo non è sempre facile, soprattutto se si deve disfare il lavoro, ma se ci fermiamo un attimo a riflettere... anche disfare un lavoro può essere catartico, perchè si arriva al "nodo" al "problema" e da lì si riparte risolvendolo con la consapevolezza che questo lavoro sarà migliore del precedente."

"Il lavoro a maglia permette alle persone di scoprire il relax. Quando i livelli di stress sono molto alti e rimangono tali per un lungo tempo la persona può dimenticarsi di come si sta senza stress e stare in una situazione di rilassamento. Si può rimanere “tesi” per così tanto tempo che il corpo poi riconosce come normale tale stadio e non riconoscere più cosa serve per rilassarsi finché nuovamente non ne fa esperienza."
Le è mai capitato di utilizzare sul campo la maglia con dei suoi pazienti? Vuole raccontare qualche episodio in particolare?
"Purtroppo non mi è mai capitato di introdurre il lavoro a maglia nelle terapie con i miei pazienti. Mi sto però rendendo conto che vi è molto interesse attorno a questo argomento e sto seriamente pensando di creare un gruppo nel quale lavorare a maglia e contemporaneamente discutere di argomenti di vita quotidiana (figli, coppia, emozioni, autostima, consapevolezza...) ma logicamente dando un taglio psicologico.
Per fare questo però devo trovare una persona davvero brava nel lavoro a maglia e all'uncinetto perché io purtroppo sono solo una dilettante!"
(Nota di Natascia: la Dottoressa Stefania è di Genova, se ci fosse qualche interessata ad aiutarla negli incontri faccia avanti!) 

Il documento completo redatto dalla Dott. ssa Panero lo potrete trovare direttamente nel suo sito, nella sezione "Curiosando".
Devo confessare (la Dott. ssa Stefania lo sa già), che non è stato di facile elaborare le domande per questa intervista, poiché tutti gli aspetti legati ai benefici della maglia erano da lei già stati analizzati.
Rinnovo i complimenti a Stefania per l'ottimo lavoro e vi lascio con uno dei passaggi che più mi hanno colpito:
"Chi si diletta con lavori a maglia, lo fa in tutti i periodi della propria vita, nei periodi felici e in quelli meno felici, inoltre ricorda in quale occasione è stato fatto un certo oggetto, e quali fatti hanno accompagnato o caratterizzato la propria vita in quel periodo, specie se le circostanze erano particolari o insolite."
Semplicemente vero.

Presto prestissimo le mie riflessioni e considerazioni, nel frattempo... continuate a sferruzzare.



Nuove patologie: il Limbo della Maglista




Buooongiorno...
Non sono scomparsa, è che in queste settimane non avevo nulla da dire e nulla da farvi vedere perchè, semplicemente non ho lavorando a maglia.
Pare che io abbia preso una malattia chiamata "Limbo della Maglista", patologia per nulla pericolosa il cui unico sintomo è "assenza della voglia di sferruzzare".
Quindi come affrontare l'entrata nel "Limbo della Nullafacenza"?
Ebbene... non si affronta.
Nel "Limbo della Nullafacenza" ci si sta, beandosi del tempo rubato alla maglia e impiegato in modo altrettanto fruttuoso.
La malattia prevede due decorsi, entrambi non letali: ad un certo punto vi succederà di aver voglia di riprendere in mano i ferri e lo farete, oppure la voglia di riprendere i ferri in mano non arriverà più, e così sia.
Nel secondo caso l'unica categoria che potrebbe preoccuparsi è quella formata da chi, con la maglia, ci porta a casa la pagnotta, ergo pochissime fortunate (o sfortunate, dipende dai punti di vista).
Per tutte le altre nessun problema, il mondo è pieno di attività altrettanto coinvolgenti e rilassanti.
Come consiglio personale vi suggerirei di non sostituire ferri e gomitoli con alcol e droga, ma tutto il resto va benone.
Io comunque sono rientrata nel primo gruppo, quello che ci ri-prende gusto, per cui un bel giorno ho avviato uno dei maglioni che bramavo da tempo, il Camilla, e ho ripreso a campionare per un paio di progetti in piedi: lo studio di un motivo lace per un lavoro che uscirà ad aprile, e calcoli vari per un capo che sarà oggetto di un ws in primavera molto inoltrata (messaggio in codice per chi mi chiede se e quando tornerò a Carate Brianza).

Il Camilla di Carrie Bostik Hoge lo trovate qua,
lo potete acquistare come pattern singolo o nella raccolta Madder Anthology.
Tornando al Camilla ho utilizzato un filato che- anche lui- attendeva da tempo di trasformarsi in maglione, il Juniper Moon Chadwick in nero, una merino alpaca molto interessante e fuffosa.
Adoro il motivo che caratterizza questo capo, lo adoro così tanto che so già che ne vorrò almeno altri due uguali, uno grigio e uno viola.
Attendo di terminarlo per farne una recensione dettagliata e per parlarvi delle parti che ho modificato.
Se sui ferri ho il Camilla, in testa in questo periodo passa Felix da Housecat e il suo Silver Screen.

Tolte questo lavoro in corso e le due scadenze, ho capito cosa voglio per il mio 2015: avviare quello che desidero, senza date di consegna, senza imposizioni di filato o di tipologia di capo.
Sono sicura che questa nuova politica personale sarà foriera di nuovi progetti interessanti.
Come sempre sferruzzate felici -se ne avete voglia- e ci si rilegge presto!





  







Vanilla Candles





Va bene.
Anche il 2014 è archiviato e, dopo aver visto l'unico discorso di Capodanno con un senso, cioè quello di Natalino Balasso, mi appresto a ritornare alle mie consuete occupazioni di maglia.
Purtroppo, visto che io mi godevo le simil-vacanze natalizie, a svelare in anteprima universale la natura del Segreto-Segretissimo menzionato la prima volta qua, ci hanno pensato direttamente le ragazze di Crowdknittig.
Come molte di voi avevano intuito, si trattava di uno scialle, pomposamente chiamato da me "Vanilla Candles".