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appunti ed immagini di ferri gomitoli e altro

giovedì 24 aprile 2014

Uncino, a me.




Knit, knit, knit.
Lo sentite? è il rumore dei miei ferri.
Si perché anche se latitante nell'aggiornare il blog e scomparsa dai social, continuo imperterrita a lavorare.
Dopo settimane di svogliatezza sono finalmente reduce da una serata proficua, talmente proficua che mi ha permesso di impostare un paio di lavori che vedranno la luce in estate.

Sempre parlando di maglia ho avuto la ghiotta opportunità di testate in anteprima i filati di Lanecardate (qua sul loro blog il post dedicato alle designer -urca, che emossione- che hanno provato i filati e qua il post della mia collega magliereccia Annalisa Dione) .
La faccio molto breve: le lane in questione sono belle, punto.
Stiamo parlando di filati che hanno un certo prezzo, io per prima non sempre posso permettermi di acquistare gomitoli costosi, ma vi consiglio comunque di provarle, se ne avrete l'occasione: per un accessorio come uno scialle, un collo piuttosto che una cuffia non servono troppi metri di filato e ci togliamo lo sfizio.

Passiamo ora alle novità.
Devo fare una confessione.
Essì, care amiche e amici ferristi, ho tradito.
Ma, come hanno cantato i La Crus (con un piccolo aiutino di Oscarino Wilde per il testo):

"Lo si di aver tradito,
Ma tradire poi cos'è?
Ho una frase sopra un muro,
Quando l'ho scritta non lo so,
Posso resistere a tutto,
Ma alle tentazioni no."

Insomma ho ceduto alle lusinghe dell'uncinetto, ma siccome "tradire poi cos'è? ", abbracciamoci tutte uncinettare e ferriste in nome dei gomitoli e pace nel mondo.

La preparazione mentale è stata lunga, un training durato qualche mese, eseguito in meditazione davanti ad un campioncino martoriato e all'attrezzo, ma finalmente ne ho avuto ragione.
Ed infine eccolo, il mio primo berretto all'uncinetto.




Riverenza e contemplazione in silenzio.
Amiche, alla prossima (in sottofondo rumore di ferri che lavorano).

Namastè.


giovedì 10 aprile 2014

Corsi, dettagli che fanno la differenza e Yoga

Lo so, lo so, lo so, avevo promesso di essere più presente, di scrivere post regolarmente, ma che ci volete fare, questa storia che bisogna lavorare per mangiare mi distrae dai miei doveri di knit-blogger.
Sto, come sempre sferruzzando, ma non ho tempo per fotografare degnamente e ho delle scadenze maglierecce e soprattutto corserecce da preparare.


Una dei lavori che sto per terminare è una cuffia con una scritta personalizzata. Il mandante del'accessorio in questione ha fatto il terribile errore di rispondere alla domanda "per quando ti serve?" con parole tipo "con i tuoi tempi, anche il prossimo anno".
Quindi... la berretta è stata ordinata in dicembre e siamo ad aprile, ma non c'è nulla di cui preoccuparsi, sono in anticipo di almeno otto mesi sul termine ultimo di scadenza.

Altro progetto su cui lavorando: il 26 aprile sarò ad Ivrea, presso il negozio fisico di Amici di Maglia, circondata da meraviglie a trecentosessanta gradi.

Il corso che terrò tratterà un tema caro a tutte noi knitter, la maglia Top-Down, ovvero quella che si comincia "dal-collo-in-giù": si lavorerà su un modello basico, ma si parlerà di tutto quello che non è scritto nei pattern, cioè come scegliere la taglia, come modificare la vestibilità, come sostituire il filato suggerito e come lavorare con tensioni diverse da quelle indicate nelle istruzioni, insomma quello che serve per affrontare il momento della verità, cioè l'avvio del Primo Maglione.
Per chi è pensato questo corso: per chi padroneggia bene le basi della maglia e davvero non ha mai affrontato un maglione, oppure per chi l'ha affrontata ma utilizzando costruzioni più tradizionali ed è incuriosità da questa, o per chi ha già provato a cimentarsi nel Top-Down ma con risultati discutibili, e in generale per tutte coloro che hanno voglia di passare un pomeriggio con i ferri in mano.
Info & iscrizioni qua.


Come al solito vi segnalo cosette che hanno catturato la mia attenzione su Ravelry.com.
Sono rimasta colpita da questo berretto della brava Tori Gurbisz ,  ho visto quel decoro così carrrrino e piccolino e quel dettaglio sul retro che ho pensato solo "voglio anche io". Credo che questo sia il classico esempio di "dettagli che fanno la differenza", un decoro minuscolo che dona all'accessorio in questione quel qualcosa in più da renderlo bello e desiderabile.

Ultimo: vi capita mia di lavorare talmente tanto da avere male ai polsi? Ecco, vedetevi questo video della brava e italianissima Scimmia Yoga Sara Bigatti.
Donne accorrete, in questo blog di maglia non ci facciamo mancare nulla, neanche lo Yoga, cosa volere di più?


venerdì 21 marzo 2014

Improvvisa voglia...

...di stranded.
Non è che una il primo giorno di primavera si sveglia così e zac, le vien voglia di maglioni e cuffie, è che ho visto questa foto e mi è piaciuta da morire. Sarà l'abbinamento dei colori, sarà che la modella è giovane, bella e sprizza gioia da tutti i pori piallati da photoshop, ma a me sta foto rubata dal profilo Instagram di Mango che a sua volta l'ha rubata da un editoriale di Donna Moderna piace e la trovo ispirante.

Fonte: profilo instagram di Mango
Ovviamente noi siamo knitter di un certo livello, e mai, ripeto m-a-i ci sogneremmo di acquistare un maglioncino in acrilico di Mango, per cui se siete golose e questa foto vi ha fatto venire l'acquolina in bocca, spulciatevi i pattern di Kate Davies.

Paper Doll di Kate Davies, disponibile su www.ravelry.com

Sappiate che Paper Doll è stato uno dei primi modelli di Ravelry dove io, novella knitter ho sbavato lungamente.
Se non amate le bamboline molte utenti di Ravelry hanno personalizzato lo sprone con altri animali, tipo i Totori (umh... un Totoro, singolare, più Totoro= Totori, plurale), o gattini (che non passano mai di moda), fiori, draghi, tartarughe, fenici, cose di oroscopi, fiocchetti e... cabine telefoniche? Insomma, tutto.
Sappiate anche che le spiegazioni di Kate sono quanto di più preciso e curato io abbia trovato fino ad ora in fatto di modelli, sono la felice proprietaria di Colours of Shetland e mai soldi furono spesi meglio.

Niente foto di lavori mie per oggi, le giornate si allungano e quindi "faccio cose vedo gente"(=lavoro), talmente tanto da non aver tempo per fotografare nulla, anche se so che molte di voi sono curiose e vorrebbero sapere dove ho preso i segnapunti della scorsa settimana.
Non temete, vi svelerò la loro origine appena potrò ritrarli degnamente insieme ad altre inutilità da knitter di mio possesso, intanto voi sbavate sui lavori di Kate e ditemi quali sono i vostri stranded-pattern preferiti.



venerdì 14 marzo 2014

Nuovi avvii e #cosechemipiacciono

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Sembra sia tempo di prime volte, dopo questa, ho avviato il mio primo maglione lavorato con un ferro da 3.50, cosa mai fatta prima (per la verità ho anche un pullover con i ferri del 4.00 a metà, ma questa è un'altra storia).
Era un paio di anni che non mi cimentavo in capi da indossare, ma da questo inverno ho ripreso con un banalissimo maglioncino nero che vi mostrerò presto, (ora che ho infranto il muro selfies allo specchio snellente ikea), visto che c'è crisi e tocca farsi da sola i vestiti, lo shopping è stato bandito tranne che per quelle cose impossibili da autoprodursi, come attacchini Dynafit e gusci in Gore-tex.

Tornando al maglioncino si tratta di un modello che proporrò nei corsi dedicati a chi desidera avvicinarsi al top-down, quindi sarà un capo basico e semplice, come piacciono a me.


Invece passando alle #cosechemipiacciono devo ammettere di essere distratta, queste settimane sono molto impegnative e non ho potuto spulciare a dovere Ravelry (se non per leggere i commenti sotto al mio poncho delle americane disperate, che non si capacitavano che una pagina di un sito italiano fosse in italiano), però volevo segnalarvi lei, la adorabile gonnina di Motoko Takahashi (qua il suo sito), che dite voi, vi piace? A me si, parecchio, progetto di farmela, forse potrebbe essere pronta nel 2016, vista la mole di lavoro attuale, idee per allungare le giornate di altre ventiquattro ore?